IL MILITANTE

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Non avevano un cazzo da fare e hanno visitato *loading* volte il blog del militante

 
29/06/2007
RICOMINCIO DA DUE

Ricomincio da qui:

 ilmilitante.splinder.com 

e scrivo anche qui (dove però la parola militante è bandita).

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12/12/2006

Il blog torna pubblico..
Semplicemente mi dispiaceva lasciarlo ad ammuffire nel triste limbo di un blog privato fermo dall'agosto 2005 e chiuso improvvisamente..
Di cancellarlo non ho cuore. Io mi affeziono alle cose e dopotutto qui dentro c'è un anno abbondante della mia vita.
Chissà, magari è il primo passo per tornare a scriverci, prima o poi..
Non ora.

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29/08/2005
CAZZO CAZZO CAZZOOOO!!!

Un lungo post. Involontariamente cancellato. Vaffanculo Militante. Vaffanculo Splinder!

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26/08/2005
RIENTRO

Stamattina sono rientrato al lavoro dopo un'assenza di ben 25 giorni consecutivi, assolutamente determinato a fare il minimo indispensabile. Ho aperto l'ufficio, spalancato la finestra sulla bella piazza cittadina, ho salutato il gobbetto e mi sono seduto. La mia dirigente è andata in ferie qualche giorno prima del mio ritorno, non senza lasciarmi sopra la scrivania un nutrito pro-memoria di cose urgentissime da fare. Certo, certo, prima però devo aggiornare il blog. Eppoi si sa, al rientro dalle ferie non bisogna esagerare buttandosi a capofitto nel lavoro. E' consigliabile riprendere il lavoro gradualmente, senza eccessivi carichi, giusto per non rischiare di stressarmi troppo.
In realtà queste ferie con i tre pargoli sempre vispi e attivi 16 ore su 24 sono state abbastanza dure e adesso che sono al lavoro paradossalmente (ma neanche tanto) posso rilassarmi: scrivere una lettera o una delibera al pc è assolutamente meno faticoso che separare i tre pargoli impegnati in una rissa in salotto (ebbene sì, anche il terzogenito di un anno - adesso che cammina - si butta nella mischia!).
Esaurito l'argomento "rientro al lavoro" dovrei scrivere qualcosa d'altro. Dopo che mia moglie L. mi ha detto "senti, hai rotto le scatole - nel blog e fuori - con questa storia dei capelli bianchi, del quarantenne e del tempo che passa",  direi senz'altro di accantonare definitivamente questo argomento di conversazione. Vorrei scrivere qualcosa di divertente. Leggendo i miei primi post mi sono accorto di quanto all'epoca ci provassi. Ad essere divertente intendo... Mi ero pure inventato un alter ego con cui scambiare coglionerie... Vabbè, lasciamo stare le "vocine interiori" del passato.  
Da un recente scambio di sms con Rael mi sono convinto di avere una forte vena comica (involontaria). Cioè che riesco ad essere comico anche quando voglio essere serissimo e che quindi sarebbe sufficiente per me cominciare a scrivere su qualsiasi argomento e prima o poi qualcosa di divertente dovrebbe venir fuori. Il tenore deprimente di questo post sembra smentire clamorosamente quanto ho appena affermato. Allora cerco di chiudere in bellezza facendo almeno qualcosa di utile. Linko  l'ultimo post di Macca, che dimostra inequivocabilmente il servilismo del nostro Governo nei confronti degli USA e la paura di certi politicanti a confrontarsi su certi temi.

E a rendere ancor più triste questo rientro c'è animadigomma che ha chiuso il blog! :-(

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22/08/2005

All'inizio delle mie ferie (ormai quasi terminate, il 26 si ricomincia...) ho letto questo ottimo romanzo di Carofiglio (a proposito, non preoccuparti Rael, te lo rispedisco presto!). Ad un certo punto il protagonista è in bagno:

Prima di uscire, al momento di prepararmi, mentre ero in bagno davanti allo specchio a lavarmi i denti mi parve di notare qualcosa sotto gli occhi. Come una leggera ombra, o un leggero rigonfiamento. Sciacquai lo spazzolino, lo rimisi a posto e poi guardai meglio. Erano proprio due leggerissimi rigonfiamenti, fra gli occhi e gli zigomi.
Le borse sotto gli occhi, pensai testualmente. Oh cazzo.
Esitando un poco, sempre davanti allo specchio, avvicinai l'indice della mano destra ad una di quelle... cose. C'era. Lo diceva il tatto, oltre alla vista.
Provai a tirare verso il basso, con il dito, quella pelle che non sembrava la mia. Non era elastica; aveva la consistenza rilassata di un tessuto un po' usurato. Almeno così pensai in quel momento.
Allora cominciai a studiare la mia faccia allo specchio, molto da vicino. Mi accorsi che avevo delle rughe, agli angoli della bocca, vicino agli occhi e soprattutto sulla fronte. Lunghe e profonde come trincee. Quando erano venute fuori, che non me ne ero mai accorto?
Mi pizzicai la pelle, in vari punti del viso, per vedere quanto tempo ci metteva a tornare al suo posto. Mentre facevo quell'esperimento mi tornava in mente di quando da bambino, mentre la bisnonna mi teneva sulle ginocchia, la pizzicavo sulle guance. Le tiravo in basso e poi osservavo la pelle tornare a posto. Molto lentamente.
Questo mi fece ricordare anche il collo, tutte rughe e pieghe, della bisnonna. Allora controllai il mio, di collo. Che naturalmente era un normale collo di un signore di quarant'anni, in buona salute e in discreta forma fisica. La mia bisnonna, cosa su cui al momento non mi soffermai, all'epoca del mio ricordo aveva almeno ottantacinque anni, e forse di più.
Stavo per iniziare una affannosa ricerca di segni del tempo - che evidentemente era passato senza che me ne accorgessi - quando suonò il campanello di casa. (...)

Quando ho letto questo passaggio del romanzo mi sono detto: "ma questo sono io! bisnonna compresa!!!"
E' proprio vero. Il tempo è passato senza che io me ne sia accorto e adesso che ho preso consapevolezza del fatto, vi rompo i coglioni a tutti parlandone ripetutamente nel blog!

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20/08/2005
APPELLO ALLA MILITANZA

Oggi ho ricevuto una mail dal compagno F.

compagno O.,
va bene che siamo in estate, va bene pure che sei superimpegnato con la famiglia e hai molto da fare, teniamo in conto anche che sei in ferie, ma non posso non farti notare che i compagni si stanno da tempo domandando che fine tu abbia fatto.
Non ti fai vedere alla sede del partito dal mese di maggio e - inutile dirlo -
dalla presentazione del libro il tuo impegno militante è stato praticamente nullo.
Ci sono molte cose da discutere. Ti aspettiamo a settembre al circolo nei giorni e negli orari che sai.
Saluti comunisti.
F.

Sto ancora pensando a come rispondere.

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12/08/2005
ALMA

L'altra sera ho incontrato Alma. Sono stato a visitare la sua mostra personale, perchè Alma, oltre a scrivere bene (e questo potete verificarlo nel suo blog) è anche una brava artista. Sono arrivato lì, nella piazzetta di XXXXXX, ridente paesino turistico a picco sul mare, dove aveva allestito la sua mostra. Mi sono presentato e lei ha sorriso,si è alzata dalla sedia porgendomi la mano. Io ho optato per un saluto più amichevole e le ho dato i due classici baci sulle guance. La prima cosa che mi ha detto è stata. "Ma Militante! Quanti capelli bianchi che hai! Dalle foto nel blog non si capiva!" ed io ho pensato che - cazzo - non c'è "spuma ai semi di lino & cristalli liquidi extra tenuta gocce di luce sui capelli laminante e volumizzante" che tenga. Sei hai i capelli bianchi e soprattutto se hai una enorme ciocca di capelli bianchi proprio in fronte non c'è spuma/gel  effetto-bagnato che possa fare il miracolo di farli scomparire...
Poco dopo abbiamo convenuto entrambi che i capelli bianchi sono naturali e quindi fighi e che non bisogna mai cedere alla tentazione di fare la tinta.
Alma mi ha poi accompagnato nel percorso della sua mostra personale, dedicata al suo amatissimo Monte XXXXXX. "La balena innamorata" era il titolo dell'esposizione artistica e mi spiace non avere a casa lo scanner altrimenti avrei postato anche la cartolina che pubblicizzava l'esposizione, con il profilo del Monte XXXXXX davvero simile a quello di una balena...
Un grande libro da sfogliare, con la storia della balena innamorata.
Tanti piccoli libricini, fatti con le sue mani, dedicati ognuno ad un personaggio che ha colpito la sua immaginazione.
Alcune opere artistiche realizzate con sassi e materiali del Monte XXXXXX.
Butto un'occhiata alla locandina della mostra e scopro che Alma si chiama come mia moglie.
Alma, XXXXXX trapiantata a XXXXXX da quindici anni. La permanenza nella città XXXXX le ha lasciato in eredità un leggerissimo e gradevole accento XXXXXXX. Abbiamo chiacchierato un po', come due buoni amici, ci siamo salutati e dati appuntamento nella blogsfera.

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05/08/2005
IL POST CHE NON TI ASPETTI

Nei giorni scorsi splinder mi ha fatto un po' di dispetti. Il 2 agosto volevo postare qualcosa per ricordare la strage di Bologna del 1980 ma non c'è stato verso. Per fortuna ci hanno pensato i miei amici Nikkio,  Fastidio e Nocedifool...

Poi il 3 agosto volevo festeggiare il compleanno di mio figlio Davide, che ha compiuto giusto un anno. Niente da fare. Magari prossimamente vi aggiorno con una sua fotina...

Adesso invece sembra funzionare tutto regolarmente.

Nei giorni scorsi ho letto qualche mio vecchio post. E' difficile mio malgrado dover constatare come io sin dall'inizio di questa avventura blogghistica abbia voluto costruire e rafforzare la mia immagine di bravo papino sovversivo, come direbbe cameraobscura, militante quasi quarantenne in fase di smobilitazione ma pur sempre bravo compagno, buon padre di famiglia impegnato amorevolmente nell'accudire la sua prole...

Non che le cose che io abbia scritto in questo blog non siano vere. Tutt'altro. Però devo ammettere che vi ho sempre dato una immagine parziale di me, forse quella più bella e presentabile.

Una volta ho chiesto a mia moglie - l'unica a conoscenza dell'esistenza del Militante - che cosa pensasse del blog e di quello che ci scrivevo. Lei, molto francamente, come è suo solito parlare, mi ha detto che aveva avuto l'impressione che io fossi così tanto preso dal farmi accettare e dal cogliere consensi nella blogsfera dal non riuscire ad essere veramente me stesso nonostante fossi coperto dall'anonimato.

Ripensandoci è vero. Mia moglie aveva colto nel segno. La mia voglia di essere accettato, lodato - bravo militante, ottimo lavoro milite, sei proprio un amore di papà milit - mi ha sempre portato ad offrirvi la parte migliore di me stesso. Quando il defunto (blogghisticamente parlando) Mutewinter cercò di smitizzare scherzosamente questa immagine del Militante tutto d'un pezzo, con questo post che pubblicò nel mio blog nelle vesti del Mitrilante, scritto nell'ambito di questo giochino, io mi offesi molto e glielo scrissi pure in privato, dicendo che non mi piaceva essere preso per il culo...

In realtà io ho molti difetti, dico bugie e so mentire bene, sono riuscito a far soffrire le persone che mi amano. Non sono poi così speciale. Ma voi, amici blogger, pensatemi sempre come il Militante sovversivo quasi quarantenne e vogliatemi bene in questa veste, che io non vi deluderò mai. Il mio lato oscuro me lo tengo per me  e non lo paleserò mai in questo blog.

Anzi, fatemi il favore. Fate finta che questo post non sia mai stato scritto.

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28/07/2005
SOLO PERCHE' CON 'STA CATENA ARRIVO A FINE SETTIMANA E CHIUDO IL BLOG PER FERIE...

Ok. Mi sottopongo alla seconda catena consecutiva e questo la dice lunga sul livello (basso) che ha raggiunto questo blog. A fine settimana le ferie mi verranno in soccorso e potrò chiudere il blog in attesa di tempi migliori.

Onore a Mutewinter che mi ha dato l'opportunità di scrivere un post in un momento in cui non riuscirei nemmeno a scrivere la lista della spesa.

Procediamo.

1. Cosa guardi per prima cosa in un blogger: la foto, il modo in cui scrive o se ha i feed rss? 
Ovviamente guardo come prima cosa la scrittura. Non è che un blogger per piacermi debba scrivere necessariamente da dio. Guardo anche altre cose. Comunque ho gusti molto eterogenei ed i blog che ho linkato spaziano dal blog politico, al blog letterario, al blogdiario, al blogcazzeggio. Mi piacciono i blog intimisti. Se un blogger mi linka di sua iniziativa non riesco a non fare altrettanto. Naturalmente se il blogger di turno ha pubblicato foto me le vado a vedere perchè sono curioso.
I feed rss non so cosa siano.

2. Quale blogger inviteresti a casa tua per mostrargli la collezione di farfalle, e quale chiuderesti nella cassettina delle farfalle e butteresti la chiave?
E' una domanda trabocchetto? ;-)

 3. A quale blogstar concederesti dei favori sessuali pur di essere linkato?

tanto per chiarirci

e chiaramente me ne sbatto di essere linkato da una blogstar!

4. Fai una proposta che non avevi mai avuto il coraggio di fare al blogger di cui sei segretamente innamorato.
Se rinasco scappiamo insieme.

5. Bloggers a cui passi il testimone. 
Passo il testimone a chi ha voglia di prenderlo.

Lo so. Potevo fare di meglio. Ma di questi tempi bisogna accontentarsi...

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25/07/2005
UNA CATENA PROVVIDENZIALE

Ringrazio il compagno Peter che mi ha chiamato in causa con questa catena libraria, togliendomi dall'imbarazzante apaticità blogghistica che mi contraddistingue da un po' di tempo a questa parte.

Andiamo per ordine.

1) I LIBRI DELLA MIA BIBLIOTECA:
In sala troviamo i classici dell'800 e '900 belli ordinati nella libreria "buona". Nello scaffale sopra alcuni manuali di tecnica e storia del cinema. In corridoio una piccola libreria in legno - di quelle che si comprano scontate all'ipermercato - troviamo i classici della letteratura francese e inglese in versione originale. Naturalmente sono di mia moglie, perchè con le lingue non sono andato mai molto daccordo. Poi volumi vari di narrativa contemporanea (in ordine sparso, quelli che mi vengono in mente: Starnone, Allende, Marquez, Coe, Fante, Paco Ignazio Taibo II, Cacucci, Tabucchi, King, Eco, Sclavi, ecc..) ma anche saggi filosofici e politici del periodo universitario. I manuali di diritto di quando frequentavo giurisprudenza li ho buttati via tutti.

2) L'ULTIMO LIBRO CHE HAI COMPRATO:
"La casa rossa" di Francesca Marciano. Devo ancora leggerlo.

3) IL LIBRO CHE STO LEGGENDO ORA:
lettura imposta dalla tesi che sto (con molta difficoltà) scrivendo, ma egualmente molto piacevole: la biografia di Hannah Arendt scritta da Elisabeth Young Bruehl "Hannah Arendt. 1906-1975. Per amore del mondo". 

4) TRE (ALCUNI) LIBRI CHE CONSIGLIO:
R. Eisler, Il calice e la spada. La nascita del dominio maschile.
Ha fatto emergere il "femminile" che era in me. Gli uomini sono proprio dei bastardi.
S. King, IT
Non è un horror. E' il più bel libro sull'amicizia che io abbia mai letto.
Domenico Losurdo, Il revisionismo storico
Il mio professore di filosofia dell'università. Mi ha aperto gli occhi.
Pino Cacucci, Tina
La biografia della rivoluzionaria Tina Modotti. Bellissimo.
Jonathan Coe, La famiglia winshaw e La casa del Sonno
Un autore che amo molto. Questi sono i due romanzi che preferisco.
Kafka, Il processo
Un genio della letteratura.
S. Beckett, Aspettando Godot
Teatro dell'assurdo. Una lettura provvidenziale per un razionale come me...

5) BLOGGER A CUI PASSARE IL TESTIMONE:
Questa volta non rischio. Il testimone lo prenda chi vuole, per me sarà un piacere venire a conoscere i vostri gusti letterari.

6) CHI VORRESTI ESSERE SE DOVESSI RINASCERE:
ma la domanda è riferita ad un personaggio letterario? Beh! Considerato che sono un pigro che non muove mai il culo dalla sedia se non in casi estremi di necessità e urgenza, nella mia prossima vita mi piacerebbe vivere qualche avventura...
Sandokan salgariano... che ne dite?

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22/07/2005
DELIRI SERALI

temporale e pioggia

tuoni, fulmini, lampi (paura atavica)

febbre alta

sudore

week end di merda (si profila un)

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20/07/2005
CIAO CARLO...

 

Le mie sensazioni di allora, in questo vecchio post.

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18/07/2005
UN ANNO DI BLOG

Anche per il Militante è arrivato il momento di festeggiare il compleanno del blog. 17 luglio 2004 apertura del blog. 19 luglio, primo vero post.
Per aver raggiunto questo traguardo (chi l'avrebbe mai detto?) mi premio con una tortina,

che ho appena rubato dal blog di CameraObscura, e dedico a tutti voi il mio primo post da Militante.

Grazie e Kela e Sophie che all'epoca mi incoraggiarono a buttarmi nella blogsfera, quando ancora ero un semplice utentanonimosenzablog.

Già nella prima settimana dimostrai di essere affetto dalla sindrome da linkaggio e la colonnina dei miei link già era piuttosto nutrita con: sophie, kela, geena, rael, ataru, cascade, fracicone, whitetrash e tostoini, solo per citare i blogger oggi ancora attivi. Non metto i link, tanto li conoscete già.

Un saluto a tutti!

19 LUGLIO 2004

PROLOGO

Scena 1 - Casa dei genitori del militante - Interno/giorno

militante: Senti... tu sai cos'è un blog?

fratello n. 3: Certo! Perchè? Vuoi aprire un blog? Che cazzo ci fai tu con un blog?

militante: No, no... figurati! Era tanto per dire...

Militante... mi piace come nick. Richiama l'idea di una persona impegnata, che partecipa attivamente a qualche cosa, un partito, un movimento... Insomma, uno che agisce! Mi piacerebbe essere così. In realtà io sono un timido, un introverso, uno a cui piace stare dietro le quinte, un buon ascoltatore, certo non uno che prende il microfono in mano e si mette a parlare di fronte a 50 persone senza preoccupazione alcuna. In questo periodo l'unica mia vera militanza è all'interno dell'organizzazione "famiglia", sempre più numerosa, sempre più impegnativa. Fino a qualche tempo fa sono stato un vero militante di partito, di quelli che partecipano attivamente alle iniziative, di quelli che stanno nei comitati provinciali, di quelli .. che dopo un po' che vedono come vanno le cose in un partito si scoglionano e si ritirano. Oggi il mio impegno politico militante è praticamente nullo e si limita a fare la tessera annuale (PRC), ad aiutare i compagni ad affiggere i manifesti durante le tornate elettorali (una scusa per vederli e scambiare quattro chiacchiere), fare il rappresentante di lista nei seggi (mi diverto sempre tantissimo a vedere l'umanità varia che popola un seggio elettorale). Con i compagni del circolo del mio paese ci vediamo ogni tanto per parlare male di Bertinotti. Questo è tutto. No, anzi, c'è di più. Il sindaco dell'ente comunale dove lavoro dice sempre che i dipendenti devono essere una vera squadra al servizio della cittadinanza. Bello! Sono d'accordo! Dunque posso dire di militare nella squadra "Comune di ...". Ma allora perchè in questa bella squadra i leccaculo ignoranti con la terza media giocano sempre titolari e i rompicoglioni comunisti come me vanno sempre in panchina o in tribuna?

Questo non è un blog politico. Vorrei rassicurare tutti. Si parlerà di politica certo, ma non sentirete mai il militante insultare Berlusconi, non vedrete mai scritto su un qualche mio post "destra di merda" ecc. ecc. Sono tutte cose scontate. Poi non vorrei innescare il meccanismo insultidelmilitante/commentideifascistonioffesi/risposta-insultodelmilitanteaifascistonioffesi ecc. ecc. No, non vorrei proprio che il mio blog fosse così...

Come sono diventato un blogger
Dovete sapere che sono un appassionato di cinema. No, certo, non un vero e proprio cinefilo, però mi piace frequentare siti internet dedicati al cinema. Tra questi siti vi è www.sceneggiatori.com che ha un forum di discussione. All'interno di questo forum trovoun messaggio che più o meno dice: se vuoi sapere come nasce un cortometraggio dalla sceneggiatura alle riprese vieni a vedere il blog dietrolacinepresa.splinder.com . Un blog interessantissimo, che ho seguito per diversi mesi (e che continuo a vedere). Tra i commenti al blog vi è anche quello di Adiastematica. Mi collego al suo blog e leggo il post del giorno. Mi piace. Leggo i post dell'archivio. Mi piacciono. Mi collego al blog di Kela. Mi piace. E così via....
Pensate se mi fossi collegato al blog di Giulia Blasi! Una cosa è certa... oggi non sarei qui!

Schegge di memoria... Come nel film "La finestra di fronte" ogni tanto il passato torna con dei flash inaspettati. Come a voler rivivere situazioni archiviate nella memoria, per meglio analizzarle e capirle con tutta l'esperienza acquisita negli anni. In questo blog parlerò spesso del mio passato perchè, è evidente, giunto ormai "nel mezzo del cammin di nostra vita" è inevitabile guardare indietro a quello che sei stato, a ciò che hai fatto di buono, agli errori commessi...

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14/07/2005
UN MILITANTE IN CARRIERA

L'altro giorno, appena uscito dall'ufficio, stavo percorrendo il corridoio del palazzo comunale per andarmene a casa. In fondo al corridoio, proprio di fronte alla stanza degli uscieri e messi comunali dove dovevo lasciare le chiavi, stazionava il sindaco (che guida una coalizione di centrodestra) ed un assessore che parlavano dei cazzi loro. Quando arrivo a due metri dai due vedo il sindaco aggrottare la fronte ed aguzzare la vista verso di me.

Ora, premetto che effettivamente non ero proprio vestito come un funzionario comunale modello. Jeans quasi laceri, scarpe da tennis e t-shirt rossa a maniche corte. I capelli raccolti in un codino alla Baggio. Ammetto che tra i vantaggi di essere un dipendente comunale c'è anche quello di potermi vestire come cazzo mi pare senza che nessuno possa metterci becco.

Il sindaco si rivolge verso di me. Mi fissa la maglia da me acquistata in occasione del concerto di questo gruppo

 

di cui parlai quasi un anno fa in questo post.

SINDACO: cosa c'è scritto?

MILITANTE: Assalti Frontali. Gruppo musicale rap della sinistra antagonista. Tra i miei preferiti...

SINDACO: ah!

MILITANTE: Se vuole le spiego anche cosa significa H.S.L. ...

SINDACO: no, no, non fa niente...

MILITANTE: arrivederci...

Metto le chiavi nel quadro e me ne vado.
Mentre scendo le scale la sensazione che mi accompagna ogni volta che incrocio la faccia del primo cittadino diventa quasi palpabile.
Il sottoscritto in questo ente non farà mai carriera...

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11/07/2005
UNA LACRIMA SUL VISO

Lunedì scorso ho mandato mio figlio Filippo alla colonia marina.
Già da qualche giorno stavo preparando il terreno, illustrandogli tutti gli aspetti positivi dell'esperienza: giocare con i bambini, stare al mare tutta la mattinata e fare il bagno. Tutte cose che lui ama. Gli ho spiegato che sarebbe andato in spiaggia con il pulmino e per lui questa novità era eccitante, perchè alla scuola materna l'ho sempre accompagnato io e lui ha sempre guardato con invidia i bambini salire sullo scuolabus giallo. Naturalmente gli ho omesso alcuni particolari. Che non sarebbe andato al mare con i suoi amichetti di scuola ma con bambini sconosciuti, perchè la colonia marina è stata organizzata dal Comune dove lavoro, che dista più di venti chilometri dal mio paesino di residenza. Questa cosa mi metteva un po' di pensiero. Confidavo nelle sue capacità di fare amicizia con tutti, nella magica spontaneità che solo i bambini sanno avere nell'allacciare amicizie con adulti e coetanei.
La mattina ci siamo alzati presto. Abbiamo fatto colazione, lui sul seggiolone (quando ti deciderai a venire a tavola con noi? Non c'entri più sul seggiolone!), io e mia moglie al tavolo, bevendo nervosamente il nostro cappuccino.
Nello zainetto blu, il cambio per il primo pomeriggio, la crema solare, l'asciugamano, il costumino di ricambio, le scarpe da tennis per il dopo mare.
Siamo partiti in auto per R. 
F. ha subito capito che non stavamo andando alla solita scuola.
"Dove andiamo papà?"
"Alla scuola del mare", gli rispondo io. Scuola del mare, l'ho coniato io questo termine. Mi sembra appropriato per mio figlio, che si chiama come il nonno, pescatore da generazioni e come il trisavolo, che sul finire dell'800 solcava il mare Adriatico pescando con la sua "lancetta" a vela.
F. non mi ha risposto. Si è chiuso in silenzio ed è rimasto ad ascoltare i miei tentativi di rendere appetibile e gradevole un'esperienza che evidentemente, in quel momento non gradiva fare.
Alla fermata dello scuolabus, proprio di fronte al Palazzo Comunale dove lavoro, c'erano due bambini di origine venezuelana. Abbiamo parlato un po' e simpatizzato. F. stava in silenzio con lo zainetto in spalla. Mi dava la mano, stranamente disciplinato. Il suo silenzio era strano. In altre occasioni non si sarebbe mai lasciato sfuggire la possibilità di parlare con un bambino, gli avrebbe chiesto mille cose, avrebbe soddisfatto mille curiosità. Mi teneva la mano stretta, ma dietro alla tensione che quell'atteggiamento rivelava, mi sembrava di scorgere una fiducia illimitata verso di me. Mi sembrava pensasse: qualsiasi cosa tu faccia, io mi fido di te.
La portiera dell'autobus si è aperta e l'ho fatto salire. Non ha avuto esitazioni, non ha pianto e non si è voltato, ingoiato dall'abbraccio della signorina che le farà da maestra in questo mese di mare.
Quando il pulmino è ripartito ho avuto un sospiro di sollievo. Niente pianti e nessuna tragedia. Tutto era filato liscio come nelle migliori aspettative.
Poco dopo mia moglie mi ha chiamato in ufficio per sapere com'era andata. Io le ho detto "tutto bene", "è stato buonissimo" ma forse non sono stato molto convincente.
Il pomeriggio, a casa, riparlando dell'episodio con mia moglie, mi è venuto in mento un flash di quella mattinata. Lì per lì non lo avevo considerato. O forse lo avevo rimosso. Ho ricordato F. seduto, il posto accanto al finestrino. Il pulmino che partiva e lui mi guardava, con la sua faccina seria. Faceva ciao ciao con la manina.
"Hai gli occhi umidi", mi ha detto mia moglie. "Ma stai piangendo?".
Con la mano tolgo una lacrima dalla guancia.
"Sì".

Dal momento in cui li mettiamo al mondo tutto quello che facciamo, le cure che gli dedichiamo, i baci e l'affetto con cui li nutriamo, non è altro che aspettare e prepararsi al momento in cui ci separeremo da loro, in cui li lasceremo liberi di vivere la loro vita.
Forse è quello il momento in cui si diventa vecchi.

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08/07/2005

Ieri mi è successa una cosa strana. Al lavoro la collega mi ha detto: "Hai sentito degli attentati a Londra?" No. Non sapevo niente. Mi collego ad internet e la home page di Virgilio spara la notizia. Attentati terroristici a Londra. La prima cosa che penso è egoistica. Londra non è la Scozia, dove sta mio nipote.
Qualche tempo fa avrei subito cliccato sull'articolo e letto avidamente le notizie per saperne di più. Ho chiuso la pagina e mi sono collegato al blog. Ho fatto commenti un po' in giro. Ho ripreso a lavorare. A casa ho lavorato alla tesi e pensato a cose mie.
Sono andato nel blog di cascade e ho letto il suo post ed i commenti, senza riuscire a lasciarne uno mio.
La sera non ho visto nessun tg.
Alle 20 sono uscito con mia moglie e i pargoli e siamo andati al parco di Sirolo. I bambini hanno giocato sulla sabbia, sono andati sull'altalena e corso in bicicletta.
Abbiamo comprato la pizza al taglio, mangiandola seduti sulla panchina.
Sofia, la faccia rossa di pomodoro.
Filippo, cercava di fare amicizia con un bimbo: "io sono Filippo M.! E tu come ti chiami?"
Davide, gattonava sul prato, mangiando i fili d'erba.
La pioggia ci ha costretti a tornare a casa.
In tarda serata uno speciale in tv. 33 morti, ma fonti giornalistiche assicurano che sono più di cento.
Ho spento il televisore e sono andato a dormire.

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06/07/2005
CAMPO AGRICOLO

Foto gentilmente richiesta dal presidente del Comitato "CampoAgricoloOccupatoAutogestito"

Per informazioni rivolgersi a Nikkio

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05/07/2005
VOGLIA DI SCRIVERE NEL BLOG SALTAMI ADDOSSO!

Togliendo i vari indovinelli e post "garibaldini" non scrivo qualcosa di mio nel blog da quasi dieci giorni. Spero che la voglia di mettermi davanti alla tastiera giunga presto.

Mi piacerebbe stare tutto il giorno così, in meditazione...

... ma ho molto da fare e sono impegnatissimo a scrivere in tutt'altri contesti...

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30/06/2005
BLOGGER INDOVINELLO

Un po' il caldo, un po' che non ho un cazzo da scrivere vi intrattengo per il week end con un blogger indovinello.

Bene. Indovinate qual'è il legame che unisce questi blogger al sottoscritto Militante, oltre al fatto che ci frequentiamo più o meno regolarmente nella blogsfera:

almavox

animadigomma

arabianphoenix

diavolorosso

nerosolido  (new entry)

nocedifool

konz

Vabbè! Konz è ormai un ex blogger. Ha pubblicato il suo ultimo post qualche giorno fa in cui analizza in modo piuttosto critico e duro il mondo dei blog. Lettura consigliata per fare qualche riflessione...

La soluzione all'indovinello la trovate qui.

Naturalmente sono tutti blog interessantissimi, ognuno per un motivo diverso.

Consigliati dal Militante.

Buon week end a tutti in anticipo. Venerdì e sabato sarò in ferie e difficilmente mi beccherete nella blogsfera! 

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28/06/2005
ORGOGLIO PATRIOTTICO

Girando un po' nella rete mi sono imbattuto in questo. Scorrendo la pagina potrete trovare l'elenco dettagliato dei Mille garibaldini che parteciparono alla famosa spedizione siciliana.
Nello scorrere l'elenco ho notato che alcuni miei concittadini anconetani parteciparono allo storico evento. Addirittura uno di essi, tale B.C., capitano marittimo, anconetano, visse e morì nel mio paesello di adozione, dove attualmente risiedo.
Devo ammettere che orgoglio patriottico e orgoglio campanilistico sono venuti fuori dal posticino dove li tengo rinchiusi e mi hanno ufficialmente chiesto di approfondire la figura di questo sconosciuto personaggio. Ho detto loro che vedrò cosa posso fare.

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24/06/2005
IL CANDIDATO

Il giovane uomo entrò nella sede del partito. Nella stanzetta erano già pronte le sedie per la riunione, cinque sedie bianche di plastica sistemate in circolo al centro del locale. Appoggiata alle pareti della stanza una scaffalatura metallica di seconda mano svolgeva egregiamente il suo compito: custodire i numerosi saggi di argomento politico e i classici del marxismo raccolti dal compagno F. in tanti anni di onorata militanza comunista. Il giovane uomo fece un cenno di saluto ai compagni e si sedette su una sedia a caso. Il compagno F. spense la sigaretta ed aprì la finestra. Il giovane uomo avrebbe voluto domandare a F. perché non aveva aperto la finestra prima di iniziare a fumare ma rimase zitto. Piano piano la densa coltre di fumo cominciò a diradarsi. I compagni presenti si misero a sedere e, nel sistemare le sedie, quello che in origine era un cerchio si trasformò all’improvviso in un semicerchio al centro del quale era venuto a trovarsi il giovane uomo. Pensò subito che ciò non fosse di buon auspicio e a confermare questa convinzione contribuiva il silenzio innaturale che dominava la scena laddove di solito erano invece discorsi e parole a fare da padroni. Il primo a parlare fu G. che relazionò sui risultati dell’incontro con i rappresentanti delle altre forze politiche a cui aveva partecipato. Una relazione scontata. Si sapeva già che Rifondazione Comunista non avrebbe fatto parte della coalizione di centrosinistra alle elezioni amministrative. Per tanti motivi, programmatici e personali. Certo, in politica le questioni personali dovrebbero stare fuori dalla porta. Non è forse il fantomatico “bene comune” a dover prevalere? Per fortuna i motivi programmatici erano già sufficienti a decretare in partenza il fallimento di ogni possibilità di accordo. Il giovane uomo non si sarebbe mai speso in prima persona mettendosi al fianco di certi “compagni”, che sei anni prima lo avevano defenestrato dalla giunta comunale perché non ebbe la faccia di alzare la mano a comando e avallare una porcheria edilizia. “Cosa facciamo?” domandò il compagno F. L’idea del giovane uomo era quella di esprimere con chiarezza alla cittadinanza e soprattutto alle persone politicamente vicine, i motivi che avevano portato a questa spaccatura a sinistra, lasciando poi libertà di voto agli elettori di Rifondazione. Il compagno F. invece, propose la presentazione di una lista autonoma comunista, forte del quasi 9% dei voti raccolti nelle precedenti elezioni comunali. “Ma con il 9% non siamo riusciti neppure ad eleggere un consigliere comunale” replicò il giovane uomo. Ancora silenzio. I compagni lo fissavano seri. Il giovane uomo capì dove stavano andando a parare. “No!” disse. “Non guardate me. Io non mi ricandido. Darò il massimo contributo, starò in lista, ma non chiedetemi di fare di nuovo il candidato sindaco”. Prese la parola il compagno F. Era bravo a parlare il compagno F. Quando faceva degli interventi riusciva sempre a catturare l’attenzione di tutti. Faceva politica da una vita e nonostante avesse sempre preso delle batoste – nel PCI prima e in Rifondazione poi – teneva ancora duro e non mollava. Fece un discorso molto condivisibile, sull’importanza di essere visibili, sull’importanza di non darla vinta agli ulivisti locali, sull’importanza di coinvolgere la cittadinanza nella elaborazione del programma, sull’importanza che fosse il giovane uomo, di nuovo, a rappresentare il partito in questa lotta elettorale. Il diretto interessato tentò inutilmente una strenua opposizione ma non ci fu nulla da fare. Tentò un’ultima carta, chiamando in causa il compagno F. “Tu” – gli disse il giovane uomo – “tu F. potresti essere un ottimo candidato. Se mi ripresento io daremo l’idea di non avere alternative”. Il compagno F. sorrise. “Sei veramente convinto?” Pensi che uno cacciato dal Pci nel ’75 e che ha militato nel Partito Comunista Marxista Leninista nella seconda metà degli anni settanta, uno che faceva i congressi di partito clandestini a casa di Joyce Lussu, pensi che uno con questa storia politica possa prendere più voti di te?”. No. Non lo pensava. Con quella sua faccetta da bravo ragazzo, con l’apporto - non indifferente - della sua stimata famiglia allargata,  alle precedenti elezioni il giovane uomo era riuscito a raccogliere quasi il 3% in più di voti non comunisti. Avevano mancato il seggio in consiglio comunale per soli 4 miseri voti. Ma adesso la situazione era più complessa. C’era stata una scissione nel partito e la parola d’ordine gridata dagli ulivisti “combattiamo la destra” avrebbe fatto breccia anche sull’elettorato comunista. Al giovane uomo non importava di andare incontro ad una sconfitta certa. Era una candidatura di bandiera. Il problema invece era un altro. Il problema era quello di stare al centro dell’attenzione, mentre lui amava lavorare tranquillamente dietro le quinte. Era di dover parlare, esporre ed esporsi, convincere ed essere convincente mentre lui era uno che amava ascoltare gli altri ed intervenire solo quando riteneva di poter dare un contributo utile. Il giovane uomo sospirò. Alzò gli occhi davanti a sé verso la parete. C’erano tre ritratti appesi alle pareti. Marx, Lenin e Torquato B., fondatore del partito comunista d’Italia nel nostro paese nel ’21, ammazzato dai nazisti in un campo di concentramento tedesco nel ’44. Marx e Lenin avevano uno sguardo serio e sembravano fissarlo cupamente, come se fossero delusi dalla sua titubanza. Torquato invece aveva un sorriso bonario come a volerlo incoraggiare a buttarsi in questa nuova avventura.“Ok!” disse il giovane uomo. “Facciamolo”.

Quindici giorni dopo si trovò a maledire quel momento. Stava percorrendo un corridoio semibui al fianco dei suoi avversari politici, un ex democristiano convertitosi a sinistra che capeggiava la lista ulivista, un ex democristiano ancora democristiano che rappresentava una lista civica di centro, una ex democristiana a capo di una lista civica di destra, un ex democristiano che guidava infine il polo delle libertà. Non per niente al suo paese la Democrazia Cristiana aveva il 65% dei suffragi. Il corridoio terminò e i candidati si trovarono sul parquet del palasport cittadino. Mentre il gruppetto si avviava verso i posti riservati per il confronto pubblico il giovane uomo si voltò per un attimo verso la gradinata. Quello che vide fu terrificante. Centinaia di persone sedute che aspettavano loro. Aspettavano di sentirli parlare. Parlare. In quel momento il giovane uomo avrebbe voluto agire. Pensò di proporre un bel combattimento fisico. Senza esclusione di colpi. Magari la gente si sarebbe divertita di più. Lui era pronto a tutto pur di non dover parlare. Parlare in pubblico. Botte e colpi bassi ci volevano. Se ci fosse stata la possibilità di fare a botte invece che parlare, il giovane uomo avrebbe vinto sicuramente. Tutto sarebbe stato lecito. Tutto sarebbe stato meglio che sedersi di fronte ad 800 persone a battagliare con quegli stronzi maledetti. Il rappresentante delle ACLI che ebbe la geniale idea del confronto pubblico gli si avvicinò e gli strinse la mano. Il giovane uomo sorrise e lo mandò mentalmente affanculo. Si mise a sedere al posto che gli avevano assegnato. Alzò lo sguardo e strinse i denti. Pensò “forza, stasera sarà tutto finito”.

La settimana successiva finì pure sul giornale.

 

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22/06/2005
LIBERI SUBITO!

E' passato ormai più di un mese da quando pubblicai nel blog questo post sull'arresto degli anarchici leccesesi e nel frattempo, mentre il Militante tra un pausa e l'altra era impegnato a postare le sue cazzate, il buon cascade  ha continuato a tenerci aggiornati sulla drammatica situazione che questi ragazzi stanno vivendo dal giorno del loro arresto. Ringrazio cascade per il post sulla manifestazione di solidarietà sotto il carcere e per i successivi post con cui ha cercato di tenere viva l'attenzione sulla sorte degli anarchici arrestati ed in particolare per quello del 16 giugno, che oltre ad informarci sui recenti e immotivati trasferimenti di due degli arrestati in altri penitenziari, ha dato avvio ad una coinvolgente discussione tra vari blogger. Una discussione - dico oggi dopo aver riletto i 156 commenti - solo apparentemente inutile. Un confronto/scontro che ha coinvolto vari blogger con una visione della società così diversa tra loro tanto da farmi dubitare dell'utilità di un simile contraddittorio. Però sbagliavo. Ogni confronto, anche il più arduo e aspro è utile e contribuisce ad offrirci un punto di vista diverso dal nostro, per riflettere sulle nostre convinzioni, per modificarle, correggerle e perchè no, confermarle in toto. Difficilmente qualcuno di voi avrà voglia di andarsi questa quantità industriale di commenti, tutti molto lunghi e argomentati. Però magari una visita a questo blog potete farla:

liberisubito.splinder.com

Io ho raccolto l'invito di cascade, ci sono stato e non me ne sono pentito. Segnalo in particolare la lettera di Salvatore dal carcere di Salerno.

Voi però fate come vi pare.

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19/06/2005
SOGNI

No, tranquilli. Non ho nessuna intenzione di fare una recensione del film di Kurosawa. Voglio prendere spunto da alcune suggestioni che ho captato nella blogsfera ed in particolare nel blog di Mutewinter. Il quale afflitto da overdose da blog, ogni notte nomina un/a blogger protagonista o co-protagonista delle sue avventure oniriche. L'altra sera - ad esempio - ha sognato di andare a sciare con Uriele sulle alpi...
C'è poi la mia sorellina di tastiera Sophie che dice di avermi sognato, insieme a Kela e Rael, descrivendomi come un bellissimo trentenne (sbagliato), alto alto (sbagliatissimo) e magro (seeee!!!) con la testa rasata come un skin head (è un anno che non taglio i capelli...) e con dei bellissimi occhi (eh! beh! modestamente qui ci ha beccato)... ;-)

Vi dirò, amici blogger, anch'io una volta ho fatto un sogno con alcuni di voi protagonisti. Dunque. Avevo invitato a casa mia per un breve soggiorno Rael e Sophie. Rael stava tutto il giorno a leggere e scrivere, nonchè a fare lunghe passeggiate nella campagna marchigiana. Sophie, con la scusa che aveva un esame imminente, si era barricata nel salotto di casa a guardarsi in vhs tutti i film dei fratelli Marx. Entrambe poi avevano monopolizzato il mio pc per bloggare, mentre io ero completamente escluso dalla possibilità di accedere al blog. C'è da dire che Rael si impegnava molto nel consigliarci i vini giusti da abbinare ai pasti, ma erano vini costosissimi e nel giro di pochi giorni avevo esaurito il budget con cui normalmente facevo spesa per un mese. La sera poi uscivano sempre. Mutewinter e scrivo.org venivano a prenderle (ma cazzo come ci arrivavano nelle Marche, con il teletrasporto? Un jet privato? boh!) e andavano al cinema o a degli interessantissimi reader organizzati dall'Amministrazione Comunale del mio paese, con la presenza dei migliori scrittori sulla piazza. Una sera che c'era Baricco, i quattro decisero di offrirsi come baby sitter in modo da consentire a me e mia moglie di uscire per una serata romantica.

Al nostro ritorno i pargoli erano ancora alzati. In una stanza c'erano Sophie e Mute che facevano una lezione di storia del cinema alla mia pargola di due anni sulla importanza del cinema sovietico nella storia della settima arte e sulle differenze fondamentali tra il cinema di Ejzenstejn e quello di Pudovkin. In un'altra stanza Rael e Scrivo cercavano di insegnare a scrivere al mio primogenito di quattro anni e mezzo, correggendo severamente lo stile delle prime letterine dell'alfabeto riprodotte dal pargolo sul foglio.

Mandai tutti fuori di casa. Poco dopo suonò alla porta Lei e il Principe che si insediarono a casa mia per una settimana a guardare i pargoli e a fare le prove generali per le loro future performance di genitori,  consentendo così a me e mia moglie di andare in vacanza in Grecia.

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16/06/2005
A VOLTE RITORNANO (e fanno bene)

Martedì sera sembravo un'anima in pena. Troppo stanco per lavorare alla tesi o leggermi un libro, aggrappato disperatamente al telecomando facevo istericamente zapping da un canale all'altro senza trovare un programma sui cui approdare. Premetto che non sconfino mai dopo il 9° canale. Dal tasto 10 in poi, si apre infatti lo squallido mondo delle tv private locali tra una vendita di pentole e un mago veggente che vuole leggerti la mano per telefono.
Non so se sia stata la disperazione o che altro, ma sta di fatto che ho pigiato il tasto 11 del telecomando. Appare in campo lungo un palco di un grande teatro, e sul palco alcune persone sedute, tipo talk show di costanziana memoria. Il conduttore parla agli ospiti e mi sembra una figura familiare. L'inconfondibile logo a destra dello schermo tv mi conferma che mi trovo sintonizzato con la tv locale TV Centro Marche. Ma c' è qualcosa di strano. Improvvisamente appare il faccione sorridente di Michele Santoro.

Dalla sorpresa faccio un salto sul divano. Controllo che il pargolo non si sia impossessato del telecomando e cambiato canale. No. Stiamo proprio su TV Centro Marche. E' c'è proprio Santoro che sembra condurre una trasmissione, come ai vecchi tempi che furono. Mi posizione meglio sul divano e mi godo lo spettacolo a sorpresa. Inizia un Vauro in serata di grazia che spara a zero sulla Chiesa con la sua pungente ironia. Prosegue Sabina Guzzanti con l'imitazione - veramente ben riuscita - di Clarissa Burt filoamericana quando viene invitata da Vespa ad esaltare la bandiera a stelle e strisce. Poi la divertente imitazione della De Filippi e, dulcis in fundo, un inedito Berlusconi-mafioso. Godo. Non che io abbia mai amato particolarmente Santoro. Ho certo apprezzato certe inchieste scottanti promosse dalla sua trasmissione ma non l'ho mai amato particolarmente. L'altra sera invece lo avrei abbracciato, baciato e gli avrei detto pure grazie. Si respirava una bella aria pulita in questa trasmissione. Saverio Lodato e Marco Travaglio hanno parlato del loro ultimo libro "Gli Intoccabili" senza peli sulla lingua, evidenziando le trame e le connessioni tra politica e mafia che l'assoluzione di Andreotti non potrà mai cancellare. Poi il filmato di uno spezzone dello spettacolo di Paolo Rossi, sempre divertente e pungente. La trasmissione si chiamava "Senzafiltro" e mai programma ha avuto un titolo più azzeccato. Senza filtro. Parole in libertà. Senza censure. Senza paure. E' questa la tv che vogliamo.
Purtroppo, mi sembra di aver capito che questo sia stato un esperimento una tantum. Ma spero veramente che abbia un seguito. Con il logo Italia7 e convenzionandosi con le tante tv private sparse per l'italia la trasmissione avrebbe la possibilità di ottenere una visibilità a livello nazionale. Intanto ripenso alla bella serata trascorsa e al programma di Santoro, che non ha visto tra gli ospiti alcun politico (e forse anche per questo la trasmissione a funzionato alla grande).
Staremo a vedere. 

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13/06/2005
LE AVVENTURE DEL MILITANTE AL PARCO

Torna la rubrica delle "avventure del militante al parco". In realtà in passato ho scritto un solo post sull'argomento. Tanto mi fracasso le palle ad intrattenermi con i genitori mentre i pargoli giocano tra altalene e scivoli, che non ho alcuna intenzione di rompere le palle anche a voi con la cronaca di questi noiosi scambi di cortesie. Però questa voglio proprio raccontarvela. L'altro giorno era diventato urgente portare fuori il pargolo di quattro anni, che in casa cominciava a dare i numeri e non si riusciva più a tenerlo. Il parco comunale mi stava aspettando. Giunto in prossimità dell'entrata butto un'occhiata nel parco ed individuo subito alcuni elementi - dicasi genitori-rompipalle-attaccabottone, che mi inducono ad un rapido dietro-front. Il bimbo mi guarda perplesso e mi dice: "ma papà (quante volte te lo devo dire di chiamarmi babbo!) non andiamo al parrrrrco (con la erre un po' alla Bertinotti)". Sì, - rispondo io - andiamo al parco, ma ad un altro parco, molto più bello e soprattutto molto più tranquillo. Diciamo un parco dove non c'è anima viva...". Un tale paradiso esiste nel mio paesello. Ex parco privato, di un nobile decaduto che donò generosamente tutto al Comune nel testamento. Si percorrono dei sentieri un po' ripidi, certo, ma il fatto che manchino giochi per bambini ne fa un parco quasi deserto e dunque, molto ambito dal Militante. Percorrendo uno dei tanti sentieri si giunge ad una piccola radura, con una vista mozzafiato sul Monte Conero e la riviera sottostante. Poi ci sono tre panchine e, leggermente staccato, un tavolo da pic-nic. Io e il pargolo arrriviamo in questo angolo di paradiso completamente deserto e come un alpinista che giunge in vetta alla montagna dopo tanta fatica, mi metto a rimirare il bellissimo scorcio di panorama. Dopo un minuto il bambino comincia a scalpitare. Allora mi viene la (geniale) idea di tirar fuori il disegno che la cuginetta del pargolo aveva fatto poche ore prima, con tutta la famiglia allargata: nonni, zii, cugini, nipoti, cagnetta Leo compresa. Il pargolo si siede al tavolo da pic-nic e comincia a colorare il disegnino. "Ci metterà una mezzora buona" penso. Così mi sdraio sulla panchina per riposare un po'. Una sensazione bellissima. Io disteso a guardare le fresche frasche che mi sovrastano, il canto degli uccellini e tutto il resto...
A rompere l'incantesimo ci pensa un tizio, cellulare alla mano, che sbraita in lontananza. "Dio, fa che non venga qui, ti prego". La voce si faceva sempre più forte. Il tizio stava arrivando proprio da me. "Dio, tu non esisti" - penso stizzito. Rimango disteso sulla panchina. "Magari arriva qui, gira e torna indietro" penso con un filo di speranza. Niente da fare. Arriva e si piazza proprio sulla panchina di fronte alla mia. E continua a parlare al cellulare. A voce alta. Io faccio finta di dormire ma per lui questo non è un problema. Ora, io sono un tipo a cui piace farsi i cazzi propri. Ve lo giuro. Ma la telefonato del cazzone me la sono dovuta sorbire giocoforza. Il mandrillone stava parlando con un amico. Più che una conversazione telefonica era un monologo. Immaginatevi un monologo dove il protagonista è un tipo che potrebbe assomigliare al pelato logorroico sfuggito da tutti del film di Verdone "Compagni di scuola" (mi pare questo il titolo). Lo avete presente? Bene. Ora immaginatevi quel povero cristo che stava "conversando" con questo coglione. Ha resistito tanto quel povero cristo. E più lui resisteva e più io non ce la facevo più ad ascoltare quella penosa conversazione. Partita così: "sììììì, mi sono rimesso con Grazia, ci riproviamo, ma so già in partenza che non funzionerà" ( scusa ma se sai già che non funzionerà perchè ti ci sei rimesso? Brutto stronzo vai via per favore). "Poverina, lei mi voleva a tutti i costi, mi ha implorato di riprovare ed io forse sono stato troppo tenero, non ho saputo dire di no" (sei proprio un coglione). "Eppoi sai che ti dico, non è nemmeno intelligente, troppo scontata e soprattutto non è minimamente indipendente, non sa fare un cazzo e per  ogni cosa ci devo pensare io, anche la più stupida, tipo prenotare il biglietto del treno" (ma di dove sei, da dove sei spuntato, ritornatene a casa, ma come ci sei capitato in questo paesino a rompermi il cazzo). "lei è una tipa tutta aerea, vive nel mondo dei sogni, tutta arte e filosofia..." (mi domando come faccia questa tipa a stare con un imbecille logorroico come te). Ma d'altra parte è una cosa ormai appurata, nelle donne è sviluppata la parte sinistra del cervello, quella della creatività ma la parte destra, quella razionale, è assolutamente una prerogativa tipica dell'uomo. Ad esempio, ti sei mai chiesto perchè i più grandi matematici sono tutti maschi? Non ti sto parlando di semplici professoresse di matematica... un conto è studiare e capire la matematica, un altro essere un matematico e sviluppare delle teorie nel campo. I veri matematici sono tutti uomini. Il Teorema di Pitagora l'ha sviluppato un uomo...".
Allora io ho pensato, e di questa signora cosa mi dici?

Rita Levi Montalcini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E come a tacitare la mia obiezione il tipo risponde all'amico dicendo, "ma no! la Montalcini non è un matematico, è un medico!". Sorrido. Vabbè abbiamo toppato, sarà pure un medico, ma sempre la parte destra razionale del cervello utilizza no? Cazzo, a questo non voglio darla vinta nemmeno morto. Allora mi sforzo e mi viene in mente quest'altra rappresentante del gentil sesso

 

 

 

 

 

Il logorroico allora si scalda e si incazza con l'amico. "Ma Cristo Gianni! La Hack non è una matematica, è un'astrofisica! Che c'entra?". Vaffanculo, penso io. Come che c'entra. Sartà un'astrofisica ma penso, e ditemi se sbaglio, un'astrofisico sarà anche po' matematico e un po' fisico o no? Sear per favore dimmi se mi sbaglio!

Comunque sia la discussione volgeva al termine. il logorroico non dava segni di cedimento. Io stavo per alzarmi dalla panchina per insultarlo, quando miracolosamente il suo interlocutore - evidentemente distrutto da quella devastante telefonata - deve aver inventato una scusa volante per interrompere la conversazione. Il logorroico è rimasto improvvisamente con un palmo di naso. "Pronto,  Gianni! Pronto?".

"Ha riattaccato" - dice con un filo di voce il logorroico.

L'occasione era troppo ghiotta. Mi tolgo il braccio dalla faccia e mi volto in direzione del coglione. "Eh! Beh! C'era da aspettarselo, prima o poi..." gli dico io.

Mi guarda indispettito e si avvia velocemente verso il sentiero. Lo guardo allontanarsi con passo veloce. Butto un'occhiata al pargolo. Lui disegna tranquillo e io mi ristendo sulla panchina soddisfatto.

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10/06/2005
E' IL MIO CORPO CHE CAMBIA, NELLA FORMA E NEL COLORE (E' IN TRASFORMAZIONE)

Fino a qualche tempo fa se qualcuno mi avesse chiesto quali fossero per me i segni esteriori del cambiamento fisico nel passaggio dagli "enta" agli "anta" di un ex sportivo ora totalmente sedentario, avrei risposto senza indugio: i rotolini di ciccia sulla panza, i capelli sempre più tendenti al color argento, quelle rughette impenintenti che affiorano senza pietà sul viso, la defunta massa muscolare delle gambe del giocatore di calcio che fui. 
Oggi a questa domanda risponderei diversamente. No, il vero segnale della trasformazione fisica, del mutamento lento ed inesorabile dovuto al tempo che passa è un altro: la crescita e lo sviluppo di peli sulla schiena e le spalle.

L'altro giorno mi sono sorpreso allo specchio a notare quanti peli mi fossero cresciuto in poco tempo sulla schiena. E mi è subito venuto in mente questo bellissimo film di Cronenberg della metà degli anni '80, visto al cinema quando di peli sulle spalle il Militante non ne aveva neppure uno.

Il giovane Jeff Goldblum, protagonista del film, davanti allo specchio notava preoccupato i primi visibili effetti del suo esperimento genetico e della trasformazione in atto, che lo avrebbero portato a diventare in breve tempo una enorme schifosissima mosca.

 

Per il momento attendo con una certa preoccupazione di verificare se questa crescita anomala mi tramuterà in un novello Lucio Dalla o Giobbe Covatta o se addirittura mi trasformerò anch'io in un essere simile, come il protagonista del film.

A proposito di trasformazioni fisiche dovute all'età mi è venuto in mente anche un triste spettacolo a cui ho assistito in tv qualche tempo fa. Venti anni fa questo bel giovanotto era al culmine del successo e dell'avvenenza, idolatrato da migliaia di ragazzine di tutto il mondo.

L'ho visto recentemente in tv ad una tristissima trasmissione di vecchie  glorie canore che sembrava un gatto gonfio. Evito di postare una sua foto attuale ma vederlo grassoccio cantare tutto sudato davanti ad un Carlo Conti che poi dopo la canzone sembrava pure prenderlo un po' per il culo, mi ha un po' intristito.

Il mio corpo che cambia

Cos'è cos'è questa sensazione
come un treno che mi passa dentro senza stazione
dov'è dov'è? Il capostazione
sto viaggiando senza biglietto in qualche direzione
elle è lei che prende la mia mano
e mi accompagna in questo lungo viaggio
andiamo lontano
ecco cos'è tutto il mio stupore
non è facile guardare in faccia la mia trasformazione
è il mio corpo che cambia
nella forma e nel colore è in trasformazione
è una strana sensazione
in un bagno di sudore è il mio corpo che cambia
e cambia e cambia e cambia e cambia
qual'è qual è la mia direzione
sto viaggiando senza biglietto
in qualche direzione
è il mio corpo che cambia nella forma
e nei colori negli spazi interiori
è una strana sensazione
in un bagno di sudore è il mio corpo che cambia
e cambia e cambia

(LITFIBA)

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08/06/2005
PENSANO SOLO A FOTTERCI

Vabbè. Rompo il silenzio e scrivo questo post di servizio. E non devo sforzarmi nemmeno più di tanto perchè copio da un fax che mi è arrivato in ufficio, con la speranza di essere utile alla collettività.

"Prendetevi un minuto di tempo per leggere. E' importante. Spargete la voce. Il prossimo giugno 2005 verrà applicato il famoso decreto legge sul TFR (trattamento di fine rapporto = liquidazione) con il silenzio-assenso. Cosa vuol dire? Significa che se non facciamo niente, il nostro TFR verrà tolto dalla gestione delle nostre aziende ed assorbito in un fondo gestito dall'INPS comune a tutte le categorie.

Questo significa molte cose:

1) non rivedremo mai più il capitale, ma solo un vitalizio a fine carriera di cui non si sa il valore.

2) molti dei fondi che aderiscono sono in passivo: ad es. i piloti sono in passivo e percepiscono stipendi lordi annui intorno ai 250 milioni; questi fondi così "pesanti" in passivo non fanno altro che abbassare anche i nostri che magari non lo sono.

3) se non si esprime volontariamente il diniego a questo trasferimento entro i sei mesi dall'approvazione del decreto, il 100% del TFR verrà definitivamente perso ed incorporato nel fondo comune di cui sopra.

4) chi lavora, ma anche chi è disoccupato, deve spedire la dichiarazione di non assenso: ad es. se 5 anni fa ho lavorato una stagione a raccogliere le pere e da allora non ho più lavorato, se non spedisco la dichiarazione mi verrà per sempre tolta la possibilità di riavere il mio TFR.

5) l'assenso o il diniego andrà deciso prima di sapere quali saranno le condizioni di tale fondo, ergo: come dire: prima dateci i vostri soldi, poi vi diciamo come ve li daremo!

Fate attenzione perchè i titolari delle società per cui lavoriamo non sono obbligati a comunicarci tutte queste cose.

Il decreto sarà attuato il prossimo giugno 2005, come annunciato il  23 marzo 2005 dallo stronzissimo (questo insulto l'ho aggiunto io) ministro del welfare Roberto Maroni.

Pertanto, se i tempi di pubblicazione del decreto sul silenzio/assenso saranno confermati, da giugno scatterà il termine dei sei mesi per esprimere la scelta sulla destinazione del TFR. Dovrete pertanto esprimere il vostro eventuale diniego entro il prossimo dicembre 2005".

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30/05/2005
THE GAME

Penso sia doveroso spiegare ai frastornati amici blogger che si sono affacciati in questo blog nei giorni scorsi che qui si è giocato un po’. Ma partiamo dall’inizio.

LO SPUNTO

Tutto è partito da un commento di Yania a questo post di scrivo.org in cui scrivo chiedeva che gli venissero segnalati nuovi blog da leggere:
Yanio commenta così: " ormai leggo solo questo blog, uriele, i soliti 2 o 3 (forly,mute,anche rael ultimamente, il militante m'annoia--senza offesa,milit--,(…)"

e io ho risposto "devo dire che ultimamente il mio blog annoia anche me".

L’IDEA

Da questo breve scambio è nato questo post di scrivo dove si propone ad alcuni blogger, per combattere la noia di rispettivi blog, di partecipare ad una specie di gioco di ruolo:

  • creazione di vari fake-nick simili a quelli dei blogger partecipanti al gioco e scambio segreto dei nick stessi.
  • Abilitazione di ciascun blogger partecipante a postare nel blog di un altro con il nick simile a quello di quest’ultimo. Lo scopo è quello di immedesimarsi il più possibile nel blogger rappresentato, cercando di scrivere come lui.

IL GIOCO

L’idea piace e vari blogger si rendono disponibili a giocare. Nei successivi post di scrivo del 24 e 25 maggio si fissa il regolamento. Il 26 maggio si parte.

I fake nick in gioco erano i seguenti, abbinati ai blogger in "gara":

scrivoborg abilitato a scrivere nel blog di scrivo.org
evacarriega per evacarriego
raelisreal per rael-is-real
mitrilante per militante
mutwinder per mutewinter
urielz per uriele

I post dei giorni 26, 27 e 28 maggio che leggete nei blog dei partecipanti al gioco non sono stati scritti dai proprietari del blog ma dai loro rispettivi alter-ego.

Io ho scritto nel blog di Mutewinter con il fake-nick "mutwinder" mentre Mutewinder ha scritto da me con il nick di "Mitrilante" i post dal titolo: "quattro sì perchè... " sul referendum, "la metà oscura" e "archeologia degli anni '90, che trovate qui sotto.

Gli altri abbinamenti erano:

scrivoborg/evacarriego
evacarriega/scrivo.org
raelisreal/uriele
urielz/rael-is-real

Peccato che dopo il primo post evacarriego si sia ritirata dal gioco per contrasti con scrivo sulla interpretazione del regolamento (fate pace dai!).

Scrivo.org non ha partecipato al gioco perchè la defezione di evacarriego ha tagliato le gambe anche a lui.

Urielz/rael_is_real invece non ha potuto completare il terzo e ultimo post per cedimento strutturale del suo adsl.

Esperienza tutto sommato positiva e divertente.

Molto stancante però, almeno per me. Sono stato costretto a scrivere tre post in tre giorni, proprio io che scrivo in media uno o due post a settimana. L’impegno è stato talmente gravoso che il Dott. Omicu ha riscontrato nel Militante un grave stato di stress imponendogli un periodo di riposo da blog, fatta salva qualche apparizione per commentare gli amici blogger.

Se volete leggere i post che ho scritto da Mutewinter cliccate qui, qui e ancora qui.

Ciao a tutti e a presto.

Questa è la propaganda del Militante postata alle ore 11:54 | link |

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27/05/2005
Archeologia degli anni '90.

Purtroppo in questi giorni mi si è guastato il cellulare e mi tocca andare in giro con un vecchio telefonino Nokia di una dozzina di anni fa, che ha più o meno questo aspetto e queste dimensioni:

Per la strada, in ufficio, al bar la gente mi guarda un po' strano e pensano forse che si tratti di una nuova moda. La cosa strana è che quando lo comprai secoli fa l'infernale aggeggio rappresentava la tecnologia più avanzata esistente sul mercato, aveva un prezzo assolutamente astronomico e suscitava più o meno la stessa reazione che suscita adesso!

E cioé, sguardi vagamente perplessi, nel caso migliore, carichi di disprezzo in quello peggiore. Solo che a quei tempi il disprezzo derivava da un motivo diametralmente opposto a quello di adesso. Non so se vi ricordate, ma pure voi che adesso non potete fare a meno del telefonino neanche per andare in bagno, un tempo questo oggetto lo snobbavate. Eh sì, in fondo era il simbolo del volgare che avanza, e com'erano buffi, questi parvenu che parlavano nella cornetta del citofono per strada. Additati in pubblico, derisi dai comici televisivi, ritenuti dei montati che si atteggiavano a manager americani i pochi (s)fortunati possessori di cellulare di quei tempi erano una setta quasi clandestina, e quando i loro occhi si incrociavano in qualche luogo pubblico mentre il loro marchio di vergogna squillava disturbando la quiete pubblica uno sguardo di complicità e compatimento affiorava sui loro volti.

Questo scatollozzo di plastica nera mi ha riportato alla memoria un pezzo di storia italiana, Tangentopoli e Mani Pulite, Emilio Fede e Brosio davanti al Palazzo di Giustizia a Milano, Tunnel e Avanzi con Guzzanti e la Dandini, i primi vacillanti passi di internet (ci misi tre giorni a capire come registrare la mia casella di posta elettronica su Hotmail), Kurt Cobain strafatto in un concerto a Roma un mese prima di suicidarsi, processori 386 con una frequenza di clock di 16 MHZ, i cortei della Pantera contro il ministro Ruberti...

Alla fine mi sa che me lo terrò per un bel po', questa specie di mattone. E voi, guardate pure male. Ormai ci sono abituato.

Questa è la propaganda del Militante postata alle ore 18:23 | link |

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La metà oscura.

Il Mitrilante vive in una dimensione parallela. E' tutto ciò che il Militante odia e teme (ma in realtà vorrebbe essere). Il Mitrilante è brutto tanto quanto il MIlitante è bello, donnaiolo tanto quanto l'altro è fedele, ignorante mentre militante c'ha due lauree, qualunquista laddove il Militante esibisce il ben noto impegno. Mitrilante si luma le ventenni (Sophie, dolce Sophie, perché ora non sei qui?) mentre il Militante rimane in beata osservazione della natura, dei bambini, delle rivendite eque e solidali in favore degli indigeni del Chiapas. Il Mitrilante è dunque una discarica di nequizie, laddove il Militante è il paradigma della virtù.

In questi giorni, a causa di una tragica congiuntura astrale, il Mitrilante ha preso il sopravvento sulla sua metà angelica. Non temete però. Il Militante userà la forza, agiterà la bandiera rossa, canterà l'internazionale, esibirà la foto della sua splendida famigliola, e Mitrilante svanirà come neve al sole.

Io sono il Mitrilante. E' vero, sono una carogna, un poco di buono, un animale che predica bene e razzola male (tanto per far la rima), uno che si luma le ventenni (Sophieee, Sophieee...) ma guardatemi negli occhi e ditemi: non siete forse anche voi un po' come me? Volete dunque condannarmi a scomparire solo perché io faccio le cose che voi segretamente desiderereste compie